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3 Dic

Il comune di Lacco Ameno

Il comune di Lacco Ameno

Il corso di Lacco Ameno ha inizio con “Il Fungo“, un grande scoglio di tufo immerso nel mare dalla forma molto simile a quella di un fungo, che rappresenta il simbolo di questa graziosa cittadina.

Il corso principale ricco di negozi, bar e ristoranti di ogni genere, consente di arrivare alla bellissima Baia di San Montano, una meravigliosa cala dal fascino tropicale con fondali bassi e sabbiosi e acqua dal colore verde smeraldo.

La Baia di San Montano e la Piazza di Santa Restituta

Nei pressi della spiaggia di San Montano sorge il rinomato Parco TermaleNegombo” con 15 diverse piscine termali. Prima di giungere alla baia di San Montano, però, è d’obbligo una sosta in piazza S. Restituta con la sua Chiesa dedicata al culto della martire africana e patrona dell’isola d’Ischia.

Al di sotto della Chiesa, scendendo nella cripta, sorge il famoso Museo degli Scavi di Santa Restituta, un sito archeologico che ha riportato alla luce la città ellenica di Pithecusae, primo insediamento greco nel Tirreno risalente all’VII secolo a. C., con la sua necropoli nella valle di San Montano, l’acropoli su monte Vico, il quartiere metallurgico e manifatturiero nell’area degli scavi e sulla collina di Mezzavia, gli approdi commerciali lungo la marina.

Nei sotterranei degli “Scavi”, si trovano eccezionali resti di fornaci greche e di periodo ellenistico per la produzione dei vasi di creta che venivano esportati in tutto il Mediterraneo, oltre alla necropoli che presenta inumazioni in tombe a piccola camera, soprattutto nel periodo romano. Sono presenti anche resti dei telai per le manifatture risalenti all’età del bronzo.

Villa Arbusto e il Museo Archeologico di Pithecusae

Di fronte alla Chiesa di Santa Restituta, si erge la bellissima “Villa Arbusto”, sede del famoso Museo Archeologico di Pithecusae.

Qui è possibile ammirare, tra i tanti reperti venuti alla luce negli “Scavi”, cocci e frammenti di anfore e di vasi per il vino di pregevole fattura, monete campane coniate attorno al V sec. a.C., una ricca collezione di amuleti a forma di scarabei importati dal culto egiziano, frammenti di statuette o piatti raffiguranti figure divine come, ad esempio: la testa della ninfa Aretusa (IV sec. a.C.), la testa di Demetra (anch’essa databile intorno al IV sec. a.C.), il dio Apollo, il dio Eros.

Tra i reperti ritrovati nella necropoli vi è la famosa Coppa di Nestore, anch’essa risalente all’ VIII sec. a. C., sulla quale è incisa una iscrizione in lingua greca che rappresenta uno dei più antichi esempi di scrittura alfabetica. Il Museo conserva, insomma, le più importanti testimonianze della colonizzazione greca e latina nel Mediterraneo.

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